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Emanuele Bartoletti - Presidente SIME (Foto di Alessandro Genitori)
0 Comments May 17, 2017 | News Italy

Intervista al Presidente SIME Emanuele Bartoletti

Post a comment by A. Genitori

In un intervista concessa al Surgical Tribune per celebrare il 38° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica, il Presidente Emanuele Bartoletti racconta la sua personale ed intrigante visione circa la medicina estetica (e non solo) in Italia, lanciando una vera e propria sfida per il futuro.

Buongiorno Dott. Bartoletti, può darci le sue impressioni circa il Congresso?

Il 38° Congresso SIME appena conclusosi ha confermato la sua veste internazionale data dalla presenza di relatori, partecipanti e delegazioni provenienti da oltre 27 Paesi nel mondo. Abbiamo superato le 3000 presenze, un vero record per questo tipo di eventi. Le oltre 583 relazioni pervenute, di cui il 70% in inglese, hanno contribuito a mantenere alto e vivace lo scambio di esperienze nel campo della Medicina Estetica. Grazie all'ottimo lavoro del Comitato Scientifico e del Consiglio Direttivo, oltre che all'importante contributo delle Società Scientifiche che hanno collaborato all'organizzazione di alcune sessioni, il livello scientifico si è confermato molto alto.

Il tema del Congresso è stato sulla medicina della terza età, cosa può dirci a riguardo?

Bisogna sempre fare attenzione a rispettare le specifiche estetiche di ogni persona, che vuol dire anche rispettare lo scorrere del tempo. Ciò significa che il medico deve essere consapevole che un paziente di 60 anni è ben diverso da uno di 40. Cercare di ringiovanire facendo perdere 20 o più anni è semplicemente ridicolo. Voglio ricordare la testimonianza di una donna nata nel '36 che ha aperto il nostro Congresso, la quale ha voluto analizzare le sue prime esprienze con la medicina estetica, affrontate per la prima volta in tarda età per poter rendere più lieta questa importante fase della vita. Senza voler dimostrare meno anni, ma per sentirsi ancora bene con se stessa nei piccoli rituali, come truccarsi ogni mattina. Una testimonianza che ha suscitato applausi a scena aperta da parte di tutta la platea, contaggiati dal sorriso genuino della signora.

Verso la corsa ad una giovenezza a tutti i costi, quasli sono i limiti e i giusti percorsi?

L’idea che ‘gonfiare’ possa permettere un ringiovanimento è utopia, bisogna invece partire dalla salute in generale, come per esempio una corretta nutrizione, tema a noi caro e che è stato lungamente approfondito durante il Congresso. Solo con la giusta consapevolezza di chi abbiamo davanti abbinata a una corretta informazione dei possibili nuovi trattamenti potremo ambire ad importanti risultati. Durante il Congresso, per esempio, sono state affrontate tematiche riguardanti le moderne tecniche e i differenzi approcci. Come la messa in commercio di un nuovo farmaco utile per il tessuto adiposo appena approvato dalla FDA, che è una sicura alternativa per la riduzione del doppio mento. Come è di sicuro interesse lo sviluppo della criolipolisi, che è un altro valido trattamento mediante il congelamento delle cellule.

La medicina rigenerativa è stata un altro dei punti focali del Congresso, è davvero il futuro della medicina?

Si, la medicina rigenerativa è considerata come il futuro della sanità in generale e, quindi, anche della medicina estetica. Tra le possibili applicazioni si ha il rimodellamento del seno con una stimolazione diretta sulle mammelle, senza quindi il bisogno di inserire dei corpi estranei. Ma anche nuovi trattamenti per la riduzione delle occhiaie, o le nuove metodologie grazie alle cellule staminali scoperte nel grasso. Si tratta di importanti novità nel nostro campo che devono essere frutto di studio e confronto. La medicina rigenerativa riduce al limite il rischio di complicanze, permettendo al paziente di essere soddisfatto del trattamento con il percorso più semplice.

Un tema caro a tutte le donne riguarda la cellulite, cosa può dirci a riguardo?

Prima di tutto devo dirvi che la cellulite è una tematica difficile, non esiste nessuna cura al giorno d'oggi. Detto ciò la prevenzione è fondamentale e può portare grandissimi benefici. Una vita sana è al giorno d'oggi il primo dei rimedi.

A livello istituzionale, state combattendo una lotta per la tutela dei vostri pazienti?

Dopo i casi di malasanità legati al mondo della presunta medicina estetica, con interventi che non hanno niente a che vedere con chi lavora ogni giorno per affinare la sua tecnica e la sua prontezza in casi di complicanza, abbiamo avuto modo di poter dire la nostra in questo ambito. Esiste un protocollo firmato dalle maggiori realtà legate alla medicina estetica e consegnato al Ministero della Salute. Siamo in stretto contatto con le istituzioni per far sì che la Medicina Estetica sia sempre a favore di tutti i pazienti

Spesso si sentono racconti, a volte quasi incredibili, su una medicina estetica “fai da te”, quali sono i tuoi consigli?

La medicina estetica deve essere vista dai pazienti come le altre branche della sanità e quindi effettuata solo e unicamente da medici qualificati. Nessun paziente si farebbe operare al cuore con un trattamento low cost, ed è quindi assurdo che alcune persone arrivano a trattamenti anche molto invasivi e pericolosi senza affidarsi a personale e strutture adeguate. Diventa quindi per noi importante tutelare i nostri pazienti, partendo da una corretta informazione contro tutti quei trattamenti miracolosi ed a buon mercato che possono provocare seri danni alla salute. Un bravo medico estetico infatti deve essere il primo consigliere delle persone che visita. Cercando con essi di creare i presupposti per una salvaguardia della naturalezza: meglio un trattamento in meno ma ottimizzato e sicuro.

Quai possono essere i segnali da tenere in considerazione nella scelta del proprio medico estetico?

La differenza tra un medico qualificato ed un medico impreparato si può scorgere fin dai primi incontri. Un bravo medico parte sempre da un approccio diagnostico, con un check-up di Medicina Estetica, dall’analisi della persona, del suo viso e dei suoi segni distintivi. E dinanzi a qualsiasi intervento egli conosce i rischi al quale va incontro il paziente, e sa tempestivamente affrontarli per ridurre al minimo qualsiasi complicanza. Secondo le recenti casistiche il rischio di una complicanza dopo un trattamento estetico eseguito da un medico qualificato in una struttura adeguata è sotto il 2%. Un dato che è destinato a salire vertiginosamente quando ci si allontana dalle dovute accortezze, diventando poi le terribili notizie di mala sanità che troppo spesso ci capita di dover leggere sui giornali. I pazienti devono imparare a pretendere un riscontro dei trattamenti offerti, scegliendo strutture che possano seguire accuratamente l’intero percorso clinico. Non smetterò mai di ripetere che un trattamento scadente di medicina estetica può rovinare una vita. Un medico qualificato è anche aggiornato sulle moderne tecniche chirurgiche e sui possibili trattamenti alternativi.

Ci può dare un suo personale invito verso il prossimo Congresso Nazionale Sime?

Vi invito tutti alla prossima edizione Congressuale che si terrà dal 18 al 20 maggio 2018 e che avrà come tema l'eleganza in Medicina Estetica, il nuovo look della moderna tecnologia. Il Congresso si focalizzerà su tutti gli aspetti che vengono influenzati dal nostro concetto di eleganza: i risultati, la modalità di esecuzione dei trattamenti, la manualità, le tecniche specifiche e il rapporto col paziente. Un tema così particolare che apre le porte a tutto quello che di bello possiamo dire e pensare della Medicina Estetica.


Ringraziamo Emanuele Bartoletti e il suo staff per la disponibilità.

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